Sono Michele Modoni, odontoiatra esperto in Parodontologia

Da 30 anni il mio lavoro è curare le malattie delle gengive e salvare i denti dalla Parodontite. 
Scopri cosa posso fare per te con il mio team odontoiatrico!

LA PARODONTITE IN ITALIA: I DATI (FONTE SIDP - KEYSTONE)

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PERDITA DI DENTI

La Parodontite è la prima causa di perdita di denti nell'adulto

La Parodontite (o malattia parodontale, o parodontopatia, o piorrea, sono tutti sinonimi) è la sesta malattia più diffusa del mondo.

I valori di diffusione della malattia parodontale nella popolazione italiana sono molto alti (circa 60%). La prevalenza di forme gravi o avanzate è elevata (10-14%) e aumenta nelle fasce di età a partire da 35-44 anni (Fonte: Linee guida del Ministero della Salute)

Ciò vuol dire che un adulto su 3 ha perso almeno un dente (o rischia di perderlo) a causa della malattia parodontale.

Sul nostro sito puoi trovare tutte le informazioni sulla malattia parodontale, su come curarla e sul nostro studio che da anni si occupa in maniera specifica della diagnosi e della cura delle malattie delle gengive.

Rispondo alle tue domande sulla parodontite

In questo sito, così come faccio nel mio studio odontoiatrico, da 30 anni a questa parte, voglio dare una risposta a tutte le domande che i pazienti frequentemente mi fanno sulla salute delle gengive.

Vuoi sapere cosa è la parodontite,?
Vuoi conoscere le cause della gengivite?
La parodontite si può fermare attraverso cure odontoiatriche e rimedi efficaci? 
Se hai perso denti per la malattia parodontale puoi risolvere il tuo problema attraverso impianti dentali? 
Vuoi sapere in che maniera prevenire le malattia delle gengive?

Se cerchi risposte a queste e ad altre domande, sei nel posto giusto e ti posso aiutare. 

Parodontite: la malattia parodontale spiegata al paziente dal Dr. Michele Modoni

Parodontite: cosa è? a destra video

La parodontite (o malattia parodontale) è un’infiammazione dei tessuti di supporto del dente cioè dell’osso che sostiene i denti e della gengiva che lo ricopre.
La parodontite riduce il supporto dei denti che cominciano a muoversi; negli stadi più avanzati può portare alla perdita dei denti.

Per capire cos’è la malattia parodontale dobbiamo immaginare che il dente è supportato dall’osso come un chiodo nel muro.
Bisogna capire bene che la malattia parodontale non è la malattia del chiodo, ma del muro che lo circonda che viene meno e non è più in grado di trattenere il chiodo che comincia a muoversi ed in ultima analisi cade. In maniera analoga l’infiammazione porta al riassorbimento dell’osso di supporto del dente che comincia a muoversi e, se la malattia non viene trattata, aumenta la sua mobilità e cade.

Questo processo è in realtà generalmente piuttosto lento e la parodontite è quasi sempre asintomatico.

Il fatto che la gengiva infiammata ed ammalata non faccia male, però, spesso porta ad un ritardo della diagnosi ed il problema viene individuato troppo tardi, quando già si è perso tanto osso di supporto intorno al dente.

Per questo motivo è necessaria una visita odontoiatrica di controllo effettuata da un dentista esperto in parodontologia in grado di valutare la salute delle gengive e dei tessuti di supporto del dente e in presenza di parodontite questa deve essere trattata senza indugio.

Sintomi della Parodontite (a sx video)

Quante volte ti sei chiesto “Io ho la parodontite?” Come fai a capire se hai problemi parodontali? Quali sono i segni e i sintomi più frequenti della parodontite? 

Molti segnali sono facilmente identificabili dal paziente e possono costituire un primo avvertimento che fa capire la necessità di una visita di controllo da parte di un odontoiatra esperto in parodontologia:

  1. Gengive che sanguinano: il sanguinamento gengivale, anche spontaneo, è dovuto alla forte infiammazione delle gengive causata dalla parodontite. Se notate sanguinamento quando spazzolate i denti o, ancora peggio, vi capita al mattino di trovare il cuscino sporco di sangue, è sicuramente segno di una malattia delle gengive;
  2. Sensazione di avere i denti che si muovono: l’aumento della mobilità dei denti è uno dei più chiari segni di parodontite. Dipende dal fatto che la malattia ha ridotto il supporto osseo intorno ai denti che non sono più stabili;
  3. Alitosi: l’alito cattivo può essere semplicemente segno di una cattiva igiene orale ma, spesso,  è un campanello d’allarme per la malattia parodontale;
  4. Denti allungati: se vedi che i tuoi denti sono diventati più lunghi a causa di un abbassamento delle gengive, questo può essere stato provocato dalla parodontite che ha riassorbito il supporto dei tuoi denti; 
  5. Aumento della sensibilità: a causa della recessione delle gengive, in presenza di Parodontite, si espone la radice del dente che è estremamente sensibile al caldo e al freddo.
  6. Spostamento dei denti: nelle fasi più avanzate della malattia parodontale, i denti si spostano e si aprono degli spazi.
  7. ASSENZA DI DOLORE: la malattia parodontale, fino all’ultimo stadio non dà dolore. Questo rende ancora più importante il riconoscimento di tutti i sintomi precedenti e necessaria la visita di controllo da un dentista esperto di parodontologia. La parodontite è una malattia subdola e spesso si presentano da me pazienti che pur non avendo mai avuto dolore, hanno perso dei denti a causa della malattia parodontale. 

Come si cura la Parodontite?

Quando trattiamo i pazienti con Parodontite, l’iter di cura si compone generalmente di 4 fasi: 

  1. Diagnosi parodontale accurata; 
  2. Terapia Parodontale non Chirurgica
  3. Eventuale Terapia Chirurgica
  4. Fase di mantenimento 

Il trattamento della Parodontite, come con tutte le malattie, parte con una DIAGNOSI ACCURATA

La prima fase è la raccolta di tutti i dati necessari per diagnosticare e stadiare la parodontite. L’esame completo è composto da: 

  • ESAME FOTOGRAFICO ENDORALE ED EXTRAORALE: permette di valutare la salute dei tessuti gengivali ed è fondamentale per comparare lo stato iniziale con i progressi raggiunte durante la terapia odontoiatrica;
  • ESAME RADIOGRAFICO ENDORALE: composto da 14 a 21 radiografie indorali per conoscere la situazione del riassorbimento osseo dovuto alla malattia. E’ fondamentale precisare che la diagnosi di malattia parodontale, NON può essere fatta mediante Ortopanoramica o altri tipi di radiografie.
  • COMPILAZIONE DELLA CARTELLA PARODONTALE: con l’ausilio di una piccola sonda millimetrata, viene valutato, in modo indolore, il supporto osseo attorno ad ogni dente. Su ogni dente vengono rilevati 15 valori differenti che permettono di avere in modo chiaro la situazione di ogni elemento dentale. 
  • ANALISI DELLE ABITUDINI DI IGIENE ORALE E DELLO STILE DI VITA DEL PAZIENTE: analizzare i comportamenti dei nostri pazienti e, laddove possibile correggerli, è fondamentale per il successo della terapia. 

Senza questo iter diagnostico, è impossibile trattare la malattia parodontale, o meglio, sarebbe come navigare alla cieca senza una bussola. 

La diagnosi precisa, ci permette di indirizzare al meglio la terapia e soprattutto di confrontare i dati iniziali del paziente con quelli al termine della terapia. 

Terapia Parodontale non chirurgica

La prima e più importante fase del trattamento parodontale ha come obiettivo la riduzione dell’infiammazione dei tessuti di supporto dei denti. 
Questo si ottiene attraverso la rimozione del tartaro e della placca batterica presenti sulle radici dei denti attraverso l’uso di strumenti manuali e ad ultrasuoni in anestesia locale.

Questa procedura è chiamata scaling o levigatura radicolare e viene completata in 3-4 sedute.
Al termine delle sedute, il paziente viene controllato frequentemente perché è fondamentale che venga istruito a mantenere un perfetto controllo della placca batterica, ottimizzando le sue quotidiane procedure di igiene orale, per evitare la re-infezione delle gengive e garantirsi la massima possibilità di guarigione.

Dopo sei – otto settimane dalla levigatura, il paziente viene rivalutato ripetendo il sondaggio parodontale e l’esame fotografico, allo scopo di valutare la guarigione e l’eventuale prosieguo della terapia.

La terapia parodontale non chirurgica e la motivazione e l’istruzione all’igiene orale domiciliare sono le parti più importanti della terapia parodontale perché permettono di arrestare la parodontite, mettere sotto controllo l’infiammazione e creare le condizioni ideali per l’eventuale terapia chirurgica.

Terapia Parodontale chirurgica

La terapia parodontale chiurgica ha lo scopo di guarire le tasche parodontali che residuano dopo la terapia non chirurgica . 
L’obiettivo è creare una nuova anatomia intorno ai denti per rinsaldare il supporto osseo ed evitare nuovi danni legati al ritorno della parodontite.